Paesaggio agricolo
L’area goriziana è fertile, come dimostrano le numerose varietà autoctone di alberi da frutto e la ricca tradizione vitivinicola. I vigneti caratterizzano l’intero territorio transfrontaliero, dal Carso, alla Valle del Vipacco e al Collio sloveno (Goriška Brda), fino al paesaggio collinare tra Nova Gorica e Gorizia e al Collio italiano. Negli ultimi decenni sono diventati sempre più diffusi anche gli oliveti, soprattutto nel Collio sloveno, mentre una parte importante del paesaggio è ancora costituita dai frutteti di meli, ciliegi, fichi, kaki e altre specie da frutto. Nei campi predominano soprattutto mais e frumento, mentre nella zona di Solkan, fin dall’epoca dell’Impero austro-ungarico, viene coltivata una varietà autoctona a denominazione geografica protetta: il radicchio di Solkan.
Il paesaggio agricolo, tuttavia, non è l’habitat esclusivo delle piante coltivate. Nei prati, ai margini dei campi, nelle siepi e nei frutteti vivono numerose altre specie vegetali e animali. Nei frutteti estensivi si può osservare una ricca flora prativa, mentre nei campi crescono le tipiche piante infestanti. Sebbene siano spesso considerate indesiderate, specie infestanti in fiore come il papavero comune (Papaver rhoeas), il fiordaliso (Centaurea cyanus) e il gittaione comune (Agrostemma githago), oggi molto più raro, contribuiscono in modo significativo all’aspetto e alla biodiversità del paesaggio agricolo. I loro fiori attirano numerosi impollinatori, tra cui api, bombi, farfalle e sirfidi.
L’agricoltura intensiva, la concimazione frequente, l’uso di pesticidi, gli sfalci ripetuti e la rimozione delle siepi determinano una progressiva diminuzione della biodiversità. Con la scomparsa delle piante fiorite diminuisce anche il numero degli impollinatori, fondamentali per molte colture agricole. Particolarmente preziosi sono i residui dei prati umidi nella parte inferiore della Valle del Vipacco, dove sopravvivono ancora alcune specie di elevato interesse conservazionistico, come Phengaris teleius e Lycaena dispar. Il satiride delle paludi (Coenonympha oedippus), al contrario, è diventato estremamente raro nell’area del Collio sloveno e nei dintorni di Nova Gorica proprio a causa dell’incespugliamento.