Stagni
…e piccoli corpi idrici d’acqua dolce
L’area transfrontaliera di Gorizia e dei suoi dintorni è caratterizzata da forti differenze geologiche, che influenzano in modo determinante la presenza di piccoli corpi idrici stagnanti. Nella Valle del Vipacco prevale il flysch, una roccia impermeabile che trattiene l’acqua in superficie; per questo motivo sono frequenti torrenti, prati umidi e piccoli stagni. Sul Carso, invece, la situazione è completamente diversa: il calcare, altamente permeabile, permette all’acqua di infiltrarsi rapidamente nel sottosuolo. Di conseguenza gli specchi d’acqua naturali sono rari e, in passato, l’uomo realizzava pozze e stagni artificiali (kali) per abbeverare il bestiame e garantire l’approvvigionamento idrico. Anche a ovest di Gorizia, sui depositi ghiaiosi dell’Isonzo e della pianura friulana, l’acqua penetra facilmente nel terreno; per questo i piccoli corpi idrici stagnanti sono relativamente rari e rivestono un ruolo fondamentale per la conservazione della biodiversità.
Le specie vegetali e animali che popolano uno stagno dipendono dalle sue dimensioni, dalla profondità, dall’esposizione al sole e dalla posizione nel paesaggio. Libellule, efemerotteri e molti altri insetti trascorrono una parte della loro vita come larve acquatiche, per poi trasformarsi in adulti che vivono tra la vegetazione delle rive. Un ciclo analogo caratterizza anche le rane, che iniziano la loro vita come uova deposte nell’acqua, si sviluppano in girini e infine diventano adulti. Oltre agli organismi più grandi, gli stagni ospitano una straordinaria quantità di piccoli esseri viventi, osservabili soltanto con una lente d’ingrandimento o al microscopio.
Oggi questi piccoli ambienti acquatici sono minacciati dall’abbandono, dall’interramento, dall’urbanizzazione, dall’inquinamento e dall’introduzione di specie alloctone, come i pesci rossi ornamentali e le tartarughe acquatiche provenienti dagli acquari domestici. Sebbene possano sembrare innocue o addirittura attraenti, queste specie alterano profondamente l’equilibrio ecologico dello stagno, con effetti negativi sulle specie autoctone.
Gli stagni urbani, come quello del Borov gozdiček a Nova Gorica, assumono un valore particolare perché rappresentano un importante punto d’incontro tra uomo e natura. Tra salici (Salix spp.), canneti (Phragmites australis), tife (Typha latifolia) e iris delle paludi (Iris pseudacorus) trovano rifugio il germano reale (Anas platyrhynchos), la gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), numerosi anfibi e una ricca fauna di invertebrati. Luoghi come questo ci ricordano che la natura non è presente soltanto nelle aree protette più lontane, ma vive anche ai margini delle nostre città e nelle immediate vicinanze della vita quotidiana.